Ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo:Quali strumenti per rilanciarla?

La ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo,comunemente detta “Roma Nord”,è tra le tre ferrovie concesse laziali quella che ancora mantiene il fascino della “vera” ferrovia:La Lido,infatti,ormai è sempre più vicina ad una metropolitana,sia nei convogli sia nelle caratteristiche d’esercizio,mentre la Roma-Fiuggi/Pantano/Giardinetti-Centocelle è ormai ridotta ad un percorso di circa 5 KM simil-tranviario,sperando che le azioni di appassionati e blogger come TreninoBlu e dei comitati di quartiere di zona riescano a far riaprire la tratta Centocelle-Giardinetti ed a rilanciarla.

Tornando alla Roma Nord,nel corso degli anni l’orario è stato via via modificato sino a spezzare la ferrovia in 2 tratte distinte:una Roma-Catalano ed una Catalano-Viterbo.

Prima di affrontare i punti deboli della Roma-Nord,però, è utile piuttosto elencare i punti forti della FL3:

PUNTI FORTI FL3

  1. Molti treni in ora di punta,Orario cadenzato in ora di morbida:Uno dei fattori principali per qualsiasi vettore di trasporto pubblico per attrarre utenza è quello di avere,oltre ad un buon numero di corse in ora di punta,anche corse ad orario cadenzato in ora di morbida.Ciò infatti permette di poter fare un uso del TPL molto più elastico,in quanto consente una mobilità efficiente anche fuori dai flussi pendolari.Tutti coloro che oggi viaggiano per lavoro/studio/svago ecc. sulla direttrice della Roma NORD fuori orario di punta sono costretti ad utilizzare l’auto privata o il Cotral proprio a causa della mancanza di un orario accettabile all’infuori delle classiche fasce.In poche parole,l’effettuazione di corse ferroviarie anche in orari di morbida,magari inzizialmente anche “a perdere” ha permesso di far entrare passo passo il treno nelle abitudini dei cittadini,percependolo come un mezzo sempre a disposizione per ogni tipo di spostamento,incrementando in seguito al raddoppio del 2000 l’utenza in maniera spropositata,fino ad offrire in ora di punta mattutina 3 treni/ora da Viterbo per Roma,e nel tratto urbano addirittura 6 treni/ora.Cosa inimmaginabile fino a prima del raddoppio,quando il servizio era svolto con le ALN668 e con treni concentrati in ora di punta.Un investimento riuscito.
  2. (Quasi) certezza degli orari:Negli anni la FL3 ha man mano modificato gli orari,venendo incontro alle richieste degli utenti e soprattutto diversificando il traffico urbano da quello extraurbano,con i treni da Viterbo che in ora di punta fermano solo nelle stazioni principali del nodo di Roma,recuperando anche 30 minuti sui tempi di arrivo alla stazione Ostiense.Inoltre gli orari sono generalmente certi,con ritardi contenuti e soppressioni assai rare.La certezza dei tempi di partenza e quelli di arrivo invoglia molto ad utilizzare il vettore ferroviario e lasciare l’auto a casa,anzi si può dire che sia tra i motivi principali.
  3. Penetrazione urbana:La FL3 ha il grande pregio di avere un’ottima penetrazione urbana:San pietro,Trastevere,Ostiense,Tiburtina.Tocca tutti i principali nodi di Roma.E’ ovvio che invoglia i passeggeri a a lasciare l’auto a casa,garantendo in tempi certi di giungere in pieno centro a Roma.Prendere l’auto per poi bloccarsi nel traffico infernale della Cassia,poi in quello di Roma ed infine cercare un parcheggio sarebbe quasi da masochisti.Ecco perchè non viene usata come seconda scelta soltanto da coloro che non hanno l’auto o vogliono risparmiare sul carburante,come troppo spesso accade sul Tpl delle periferie romane,ma proprio perchè in molti casi è il mezzo più comodo per raggiungere Roma.

Ora,con questo non voglio dire che la FL3 è la linea perfetta,senza problemi e dove tutto funziona a meraviglia.Sono a conoscenza dei problemi che comunque i pendolari subiscono,dell’inadeguatezza dei treni TAF,del degrado di molte stazioni ecc. però è comunque fuori discussione l’aumento della qualità del servizio degli ultimi anni e l’attenzione che la Regione Lazio pone sulle FL di Trenitalia per cercare di svecchiare il parco rotabile e migliorare gli orari.

Fermo restando che anche in ambito Trenitalia si è ben lontani dalla perfezione.

Con questa descrizione dei mutamenti vissuti dalla FL3 negli ultimi anni si vuole sottolineare come una linea ferroviaria, con alcune azioni mirate ed un incremento dell’offerta,può attrarre nuovi passeggeri e diventare il mezzo di riferimento anche per tutti quelli che fino ad oggi vedevano il treno come il mezzo di serie B per “quelli senza macchina”.

Ora,vediamo come i punti forti della FL3 siano proprio i punti deboli della Roma Nord,ad eccezione della penetrazione urbana che è stata comunque minata con il nuovo orario 2015.

PUNTI DEBOLI ROMA-CIVITACASTELLANA-VITERBO

  1. Buon numero di treni in ora di punta,buchi anche di 3 ore in ora di morbida:Se in ora di punta il numero di treni (previsti,al punto 2 approfondiremo soppressioni e ritardi) è tutto sommato adeguato,anche se si potrebbe fare qualcosa in più,è nelle ore di morbida che la Roma Nord ha un orario imbarazzante e che allontana il vettore ferroviario dalla cittadinanza.Avere anche ore di buco nella tratta extraurbana significa porre una pietra tombale sulla vitalità della linea,in quanto nessuno o quasi di coloro che risiedono nei comuni della provincia deciderà di utilizzare per muoversi un vettore che potrebbe lasciarti appiedato.Oltretutto l’orario così impostato impedisce persino di arrivare agevolmente,ad esempio,da Corchiano a Civita Castellana,a causa della rottura a Catalano che va immediatamente eliminata,in quanto tronca la linea in 2.Corretto limitare alcuni treni per arginare,in caso di ritardi,i danni,ma allora vanno predisposti altri treni che partano in coincidenza con quelli in arrivo da Roma o Viterbo per proseguire a nord o a sud.Inoltre pochi o nessuno decideranno di sottoscrivere una tessera rischiando poi di non poter usare il TPL qualora le proprie esigenze dovessero mutare anche di 15 minuti.E’ necessario per attrarre nuova utenza istituire un servizio cadenzato fuori dalle ore di punta per aggiungere al flusso pendolare,l’unico ad oggi esistente sulla linea,anche un flusso passeggeri tra le stazioni secondarie della linea,tra i paesi della provincia,spostamenti che ad oggi vengono effettuati quasi solamente in auto proprio per l’inaffidabilità e la pochezza di corse del treno.Solo così la Roma Nord potrà riprendere centralità nei tanti paesi e cittadine toccate.FL3 docet.
  2. Incertezza (Totale) degli orari: Diciamocelo chiaramente:Quasi ogni giorno succede qualcosa che pregiudica la regolarità della linea.Lo testimonia quotidianamente il lavoro del Comitato Pendolari Roma Nord.In alcuni periodi come Luglio 2015,Febbraio 2015,gennaio 2013 e tanti altri che sicuramente dimentico le soppressioni si contavano a decine,addirittura sulle poche corse extraurbane,risolvendo alle volte con sostituzioni di corse extraurbane con bus urbani totalmente inadatti a trasportare centinaia di passeggeri fino a Viterbo.Tutte queste cose disaffezionano l’utenza che,comprensibilmente,preferirà prendere la macchina ed imbottigliarsi nel traffico,piuttosto che aspettare un treno-carro bestiame senza sapere quando e se arriverà.E se dunque l’utenza,inevitabilmente,calerà non si potrà dare la colpa alla linea “ormai vecchia e morta” quanto piuttosto alle istituzioni che l’hanno,volutamente o inconsapevolmente,uccisa.E’ ormai cosa nota ed ovvia come la regolarità del servizio è importantissima per attrarre e fidelizzare l’utenza,quindi è necessario intervenire con efficacia su questo punto.Inoltre,sperando sempre in una revisione del servizio urbano dei vari comuni attraverso una coordinazione provinciale,le linee bus locali  devono essere totalmente coordinate con il treno.
  3. Corse tagliate a Montebello:La Roma Nord ha l’enorme potenziale di avere il capolinea praticamente a Piazza del Popolo.Peccato che molte corse extraurbane,così come i bus sostitutivi da sopprimere seduta stante ripristinando i treni terminano/iniziano servizio a Montebello.Costringendo gli utenti a trasbordi scomodi e non coordinati soprattutto in direzione esterna.Infatti ATAC non chiarisce quale treno urbano vada preso per avere coincidenza con l’extraurbano,obbligando i passeggeri al passaparola ed al fai da te ed aumentando l'”ansia” di poter rimanere a piedi a causa della non coordinazione dei treni urbani-extraurbani.Altro punto a sfavore dell’utenza.

E’ evidente,quindi,come il potenziale per trasportare molto di più degli 8 milioni e mezzo di passeggeri trasportati annualmente oggi ci siano tutti,soprattutto nella tratta extraurbana.

Nel prossimo articolo affronteremo,basandoci sugli ultimi dati rilasciati da ATAC,l’andamento del TPL laziale dal punto di vista di attrattiva sugli utenti.

L’OFFERTA (E LA QUALITA’ DELL’OFFERTA) GENERA DOMANDA.

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